Σάββατο 17 Μαΐου 2014

MEDITERRANEO “MARE NOSTRUM”

To τρίτο άρθρο της καθηγήτριας μας στο ΕΑΠ κυρίας Ευγενίας Μπιτσάνη  (από μία σειρά άρθρων που θα αναδημοσιευσουμε)  από την ιταλική ιστοσελίδα www.nelfuturo.com.




Comunicazione tramite l’aqua
il mare che vive , il mare che suona, il mediterraneo…”Mare Nostrum”

                          «Θάλασσα ηχήεσσα»            Όμηρος                
                           “Mare suonante”                  Omero

Ponte d’ acqua, che collega tre continenti. Civiltà che vengono collegate dall’ antichità sino a oggi, tramite una rete di comunicazione acquea. Che si è sviluppata fino a oggi.
Mi piace immaginare la civiltà del mediterraneo come un grande mosaico che è formato da molte scene dove ogni una parte autonoma ma che contemporaneamente è componente del contesto generale.
Quello che conosciamo noi è soltanto una scena, una parte delle scene che compogono questo mosaico.
È importante che questa scena trovi il suo posto nella grande composizione perchè si completì 1′immagine. L’ immagine la cui esistenza tutti conosciamo, e credendo le sue parti splendide possiamo immaginare la sua grandezza e il suo spledore di cui non abbiamo goduto ancora nella sua visione completa.
Mi piace immaginarlo come un grandissimo abito. Allora era il cosmo, il pianeta.
“Che cos’è il Mediterraneo?” si chiede lo storico Fernand Braudel, e risponde: “Mille cose insieme. Non un paesaggio,ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una cultura ma una serie di culture accatastate le une sulle altre.
Viaggiare nel Mediterraneo significa sprofondare nell’abisso dei secoli, perché è un crocevia antichissimo”.

Non è una sola civiltá ma tante che insieme formano 1′ unica civiltá Mediterranea.
 Il viaggio nel Mediterraneo è una scoperta del mondo Romanο in Libano, della preistoria della Sardegna, delle cittá greche in Sicilia, la presenza arabica in Spagna, dell’ Islam in Jugoslavia.
É un tuffo nella profondità dei secoli fino alle costruzioni dell’ epoca paleolitica a Malta fino alle piramidi in Egito.
Il viaggio nel Mediterraneo è una penetrazione nel ancaismo del mondo delle isole, è una sorpresa davanti all’ ecezionale giovinezza delle città molto vecchie, che rimangono aperte a tutte le correnti culturali, delle colline di Toscana, coi loro celebri poderi, le ville, i paesi che sono quasi città, nella più commovente campagna che esista.
L’ ascaulos, o  tsabuna o gaida o cornamusa dai balcani all’ Italia Meridionale, all’ Africa settetionale, alla Spagna e al Portogallo è considerato lo strumento dei pastori, costruitο dappertutto con gli stessi procedimenti.
Nelle baldorie del Dodecanneso da Creta a Cipro alla Sicilia e Sardegna si scambiano ancora oggi dei versi chiamati (Madinades o tsatismata o chiami e rispondi o sfiddi o duetti). Tradizioni comuni degli uomini dell’ orizzonte aperto, del mare, che comunicano fra di loro con la lingua della musica e con la musica della lingua.
L’attività umana ha intessuto il rapporto tra il mare e la terra, tra questi due elementi contrapposti, permettendo loro di dialogare, trasformando tutta l’area mediterranea in un luogo di confronto, di scambio e di fusione di civiltà differenti.
L’ unico insieme di lingue dall’ Epiro settetrionale  alla Dalmazia, dall’ Italia meridionale alla Sardegna e la Corsica sorpredono sempre con il loro suono acuto, che si perde nelle profondità dei secoli e si unisce al tereno brullo.
Le celebrazioni popolari o profane (Anastenaria in Macedonia, Tarantella nell’ Italia meridionale) o le feste cristiane (processioni e azioni teatrali in Spagna e in Francia) o Islamiche (celebrazioni dei Dervisi in Turchia, in Algeria e in Turchia) rimangono inseparabilmente collegate con il trittico Parola — Musica — tradizioni di vita i credenti all’ unione con il divino, che qui nel Mediterraneo è più vicino al livello umano. I  greci popolo del Mediterraneo, una parte del mosaico, un filo del tessuto rosso mediterraneo.
I greci popolo particolarmente comunicativo. Allora attreversavano acque e riuscivano a creare forti collegamenti culturali e commerciali trasportavano I propri prodotti e tornavano in patria con la sapienza secolare dei vicini.
E qui nel luogo sacro la sapienza subiva la trasformazione in una trasparenza mistica e veniva purificata, liberata dalla tenebre nella LUCE ed è rimasta come civiltà dell’ equilibrio.
Così dalle acque azzurre dell’ Egeo e dello Ionio del Adriatico e Iberico si ricama il filo della comunicazione acquea, sul’originale ed arcaico trittico Parola — Musica — Movimento, con ritmi e spettacoli da sogno, con musiche popolari. Che col passare del tempo creano un ponte tra i ieri e domani. Con antiche celebrazioni fertili, che si trasformano in scemi movimentali contemporanei. A partire dall’VIII secolo a.C., con la colonizzazione greca, dell’Italia meridionale, la cultura mediterranea venne introdotta in quella che verrà chiamata la Magna Grecia. La parte piu’ conosciuta della Magna Grecia é stata Sicilia. La vicinanza storica, culturale, geografica con la Grecia (Hellas), fin da tempi antichissimi ha assunto, in confronto ad altri, una configurazione più forte e organica. La complementarietà e la integrazione con la Grecia rappresenta un nodo decisivo per la storia e la cultura della Sicilia. Dagli scambi culturali si passa ben presto alla convergenza tra le già strutturate civiltà. Uno degli effetti immediati è stata la fondazione di insediamenti sulla costa orientale dell’Isola. Abitate da siciliani e greci, questi insediamenti diventarono presto città e subito dopo potenze commerciali e geografiche del mar Mediterraneo.
Nel corso dei secoli dopo gli anni classichi della Grecia antica e d’ Atene di Pericleus, due civiltà hanno rappresentato, attraverso lo sviluppo dei loro imperi, il massimo progresso delle due sovracitate matrici originarie del Mediterraneo, Roma e Venezia, due tra le più importanti città storiche sviluppatesi sulle sponde del Mediterraneo. La Città eterna conosciuta che Jean Gaudemet d come “il miracolo romano”, poiché ha lasciato una eredità ideologica nel pensiero politico, fondamentalmente attraverso l’istituzione del diritto, a cui viene attribuito il ruolo di perno centrale dello sviluppo politico, economico e sociale della società umana. Dalla parte sua, la serenissima, sospesa tra la visione ed il sogno, rappresenta la sublime sintesi nella quale il reale e l’irreale si fondono, dove il tempo trascorre in maniera dissonante, dove il passato è onnipresente costituendo, con il nostro tempo, un’epoca unica atemporale, che Braudel riassume con una espressione straordinaria nella sua semplicità: “… qui tutto è attuale e insieme defunto e tuttavia vivo”.
Oggi, in un mondo che spera di sconfiggere con il pluralismo culturale le minacce del fondamentalismo, e razzismo e dello scontro di civiltà, il Mediterraneo – antico crocevia interculturale di popoli e di fedi – si presenta come uno straordinario esempio oggi, partendo dall’assunto che “essere stati è una condizione per essere”. Infatti, l’importazione di innumerevoli elementi da tutto il mondo ha fatto in modo che il Mediterraneo si evolvesse nella dimensione attuale, nella quale queste componenti gradualmente sono divenute parti costitutive della vita stessa dei suoi abitanti in tutti i differenti ambiti, dal paesaggio alla cucina. Tuttavia ciò non ha stravolto la sua realtà, ma al contrario ha creato un sistema coerente in cui tutto partecipa della natura originaria, in cui ogni elemento si fonde in una piacevole armonia capace di sopravvivere alle minacce della modernità di frattura e di disequilibrio, ma anche  di stabilizzazione.
Comprendere il Mediterraneo significa, quindi, riconnettere frammenti dello spazio e del tempo, cogliere le continuità che la secolare sedimentazione delle culture e l’omogeneità dell’ambiente fisico hanno determinato, ma anche riconoscere le fratture che la storia e la natura hanno ugualmente provocato. conoscere il contributo delle diverse culture e ricostruire i processi di osmosi che hanno dato vita alla civiltà mediterranea. Leggende e tradizioni risorgono con le scene semplici della vita quotidiana delle isole, dei marinai che si allontanano per le spugne per la pesca, con balli mimici. Tutto questo simbolo di una civiltà uomo-centrica e di un paesaggio che sa impore 1′ equilibrio e ispirare rispetto.
Cosi come il mare cambia con sapienza da bonaccia a fortuna. Rimanendo nei secoli, con voci e musiche celestiali, “Mare suonante”, “Mare Nostrum”.

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